martedì 29 novembre 2005

Germano Mosconi


se fino a ieri pensavate che il vero nemico del cattolicesimo fosse l'Islam, oppure Buddha e che ne so i mistici africani... beh vi sbagliavate di grosso, il vero nemico di Dio risponde al nome di Germano Mosconi, non ho ben capito cosa abbia combinato Dio a quest'uomo (a parte avergli dato sta faccia) per farsi odiare così tanto, ma sta di fatto che ne ha fatto una ragione di vita.

lunedì 28 novembre 2005

Guarda un po' chi si vede..... Proust

«Dire que j'ai gâché des années de ma vie, que j'ai voulu mourir, que j'ai eu mon plus grand amour, pour une femme qui ne me plaisait pas, qui n'était pas mon genre ! »

un'altro giro di ruota, e un'altro ciclo della recherche finito, anche se stavolta fa ancora più male, e non solo di più perché come normale in questo folle vortice ogni giro è più doloroso, di più perché questa volta avevo messo me stesso, ma non solo per quello...

Ci sono 3 tipi di amori nella vita:
-"gli amori", sono amori che incontriamo e che non ci danno molto, si dimenticano in un paio di settimane, e non si soffre molto
-"i veri amori", qui la storia si fa più seria, ci vanno da un paio di mesi, ad anche un anno per dimenticarli.
-"il grande amore", quando si tratta di quello, il tempo per dimenticarlo non c'è, non si può e basta, bisogna ricostruirsi un mondo attorno il più in fretta possibile, eliminare dalla propria vita ogni possibilità e traccia di lei, e cercare in ogni modo di impedire al cervello di pensarla, e non per qualche giorno, per tutta la vita.

Day 1, the count has begun

venerdì 25 novembre 2005

Dichiarazione di Peter Young davanti al tribunale


"Questo è il momento in cui normalmente un imputato esprime il suo pentimento per i crimini commessi. Permettete che vi dica il perché io non sono pentito. Sono qui per essere processato per aver partecipato alla liberazione di visoni da 6 allevamenti. Mi pento che siano stati solo 6. Sono qui per essere processato per aver partecipato alla liberazione di 8.000 visoni da detti allevamenti. Mi pento che siano stati solo 8.000. Mi risulta che solo 2 di tali allevamenti hanno chiuso. Mi pento che siano solo 2.

Mi pento, in particolar modo, della mia moderazione perché, indipendentemente dal danno causato a questo commercio, se tali allevamenti continuano ad essere attivi, se un solo animale è stato lasciato indietro, allora non è stato sufficiente.

Non pretendo esimermi dalle conseguenze di tali azioni supplicando la misericordia o appellandomi alla coscienza della corte, perché se questo sistema avesse coscienza io non sarei qui ed al mio posto ci sarebbero tutti i macellai, i vivisettori e i pellicciai del mondo intero.

Penso di continuare a tenere la testa in alto in questa corte, che mi condannerà per un atto di coscienza. Nemmeno darò il piacere agli allevatori presenti in aula di vedermi chino di fronte ad essi. A coloro i quali ho visitato le fattorie nel 1997, fatemelo dire in faccia per la prima volta: è stato un piacere attaccare i vostri allevamenti e liberare quegli animali che tenevate in gabbia. E' di fronte a questi ultimi che io rispondo, non a voi, non a questo tribunale. Ricorderò le notti che entrai nelle vostre proprietà come la miglior esperienza della mia vita.

E voi allevatori o sadici che leggerete le mie parole e riderete della mia sorte, ricordatevi: abbiamo lasciato più allevatori in bancarotta di quelli che voi attivisti per i diritti animali siete riusciti a far chiudere. Non lo dimenticate.

Lasciatemi ringraziare tutte le persone che sono venute ad appoggiarmi in questo processo. Il mio ultimo desiderio, prima di tornare in carcere, è che
ognuno di voi si diriga a un allevamento di animali da pelliccia questa stessa notte, tirate giù i recinti e aprite tutte le gabbie... E' tutto."

8 novembre 2005

Pagina di appoggio a Peter:
www.SupportPeter.com

***


L'8 novembre il tribunale di Madison (Wiscosin) ha condannato Peter a 2 anni di galera da scontare in un penitenziario federale.
Dopo la sentenza Peter è stato trasferito in un nuovo carcere dove rimarrà sino al 1 dicembre.

Per supportarlo potete scrivere a:

Peter Young
Columbia County Jail
403 Jackson St Portage, WI 53901
U.S.A.


O inviare lettere di solidarietà via email a:
letters@supportpeter.com

giovedì 24 novembre 2005

The Most Dangerous Game


Fino a cento anni fa la mente umana era completamente ignorata, la medicina non le dava importanza, nè esistevano scienze come la psicologia nè nient'altro.
Se c'è qualcosa che davvero contraddistingue il secolo appena finito e che sempre più contraddistinguerà il secolo a venire è la scienza della mente, ovvero la psichiatria.
La pazzia, ovvero la malattia mentale, frutto di studio della psichiatria non nasce certo cento anni fa, leggendo la storia per bocca di splendidi storici come Bloch scopriamo un mondo pieno di pazzi che giravano a predicare la fine del mondo, l'arrivo di altre civiltà, o semplicemente a inveire contro tutto e tutti, leggiamo di persone che avevano ogni tipo di fobie da quelle alimentari, a quelle verso eventi atmosferici o verso animali, malati di igiene, e no, cosa è cambiato nel 900? Tutto questo oggi ha un nome, è catalogato, oggi parliamo di schizofrenia, di depressione, di ipereuforia e così via, catalogando così ogni stato della mente umana.
Alla base di ogni ragionamento c'andrebbe una domanda, ovvero, perché? o meglio per chi? per la salute del "malato" che per la cronaca fino a pochi anni fa non era considerato malato? Se apriamo un libro di psichiatria e cerchiamo la definizione di malattia mentale troveremo una parola che ci farà riflettere, ovvero "incurabile" ergo la psichiatria non considera mai curabile la malattia mentale, e allora perché cercano di curarla, se non si può curare? perché l'interesse non è curare, ma sedare, ovvero eliminare gli effetti della "malattia" e togliere così agli altri i fastidi arrecati da questa malattia. Nulla esprime meglio la psichiatria nella sua vera essenza se non il Nobel per la Medicina e Fisiologia ottenuto da Antonio Egas Moniz, per la sua brillante invenzione della lobotomia frontale.

Pratica ancora oggi in uso in alcuni ospedali americani e non solo. Successivamente l'elenco delle splendide invenzioni ha visto Elettroshock, camice di forza, letti di contenizione, schock insulinici, LSD, CPC e svariate altre droghe sintetiche, fino ad arrivare a quello che oggi chiamano "psicofarmaci di terza generazione" ovvero quel mare di antidepressivi che riempie i cassetti di ogni bravo uomo moderno. Ora la storia che la psichiatria è cambiata, che non sono più quelli brutti e cattivi che chiudevano le persone nei manicomi per torturarle con schock elettrici ed insulinici, ma che è diventata una scienza che vuole il bene del malato, la vada a raccontare ai loro cazzo di summit su qualche isola piena di sole e caldo, la scienza che ha creato questi mostri, senza un profondo cambiamento alla base, sarà sempre quella scienza che per anni e ancora oggi ha cercato di controllare le menti di milioni di individui, imponendo un giusto modo di pensare, e un modo sbagliato, così come la società voleva, negli anni 70, se eri gay finivi in manicomio, ora non più, è forse possibile che essere gay non è più una malattia? ebbene sì, è stata cancellata dall'elenco delle malattie. Come mai? Io in medicina non ho mai sentito di malattie che non sono più tali, se uno ha un tumure è sempre un malato, magari sarà curabile un giorno, ma cmq un malato, invece in psichiatria le malattie cambiano in base alle abitudini della società, in base a ciò che NOI riteniamo giusto o no. La stessa scienza che 60 anni fa teorizzava la "WELTANSCHAUNGSKRIEG" (la visione di guerra del mondo) nella Germania nazista, è la stessa che ha poi collaborato con l'america a progetti con l'MK ULTRA (controllo mentale di massa organizzato dalla CIA) è la stessa che oggi con gli scienziati della comunicazione studia come usare i media, è la stessa scienza che ha ridotto migliaia di essere umani, e animali in fin di vita per il loro puro e semplice sadismo, e non capirò mai come possa essere ancora oggi accettata socialmente, e che quando qualcuno propone uno psicofarmaco a un bambino di 4 anni, il genitore non prenda una pistola e spari direttamente in mezzo agli occhi a quel pezzo di merda che ha cercato di rovinare la vita ad un bambino che aveva il solo difetto di essere iper attivo (come se fosse strano correre sempre a 4 anni)

martedì 22 novembre 2005

Vegan



Mi ci sono voluti oltre sei anni per trovare il coraggio di scrivere queste righe, per cercare di trovare la forza di raccontare una situazione ormai ben oltre il limite del sopportabile, che seppure per me non veda via d'uscita, spero quanto meno che faccia sempre meno danni ad altri dopo di me.
Ho vissuto felicemente fino ai 21 anni, senza sapere cosa fosse la parola vegan, conoscevo solo la parola Vega, il pianeta cattivo da cui partivano i mostri lanciati sulla terra che obbligavano DaitarnIII a battaglie per salvare l'umanità, ma questa cosa vegan, proprio la ignoravo.
Mi fu spiegato che era un movimento che voleva la liberazione animale, che propagandava ideali di pace, di rispetto e di futuro possibile. e tante altre parole bellissime che me ne fecero innamorare al primo colpo. Dovetti abbandonare la mia dieta a base di carne, e introdurre tanti alimenti nuovi che fino a quel giorno ignoravo, come la soja, il latte di soja, il formaggio di soja, la carne di soja, l'affettato di soja, il maiale di soja, l'hamberger di soja, il wustel di soja, il pane di soja e la milanese di soja. All'epoca chiesi se potevo tenermi una donna di carne animale, o se dovevo prendermene una di soja, mi fu detto che nei primi anni di purificazione, potevo ancora tenerne una di carne umana, ma che poi col tempo sarei stato io il primo a non volerla più e a desiderare solo carne di soja. Buttai via tutti o quasi i miei vestiti in lana, pelle e seta, per utilizzare materiali più naturali come il pile (derivato dal riciclo della plastica) la viscosa, la lorica, la gomma, la fibra di alluminio, e tanti altri materiali cruelty free che da quel giorno trovano felicemente posto nel mio armadio. Poi venne la volta delle medicine, che non si dovevano usare perché testate su animali, chiesi quali erano le alternative, sperando in un aulin di soja, e un bactrim di soja, e invece nulla, qui la situazione era un po' diversa, l'unica cosa che si poteva usare erano i fiori di Bach, ma mi fu subito chiarito che non erano per nulla efficaci,, ma la risposta che mi fu data mi rassicurò comunque molto, un vegan non si ammala, e quando chiesi, "ma se per caso mi ammalo?" la risposta fu semplice quanto eloquente: "evidentemente vuol dire che non sei vegan".
Il mio primo inverno ebbi una polmonite con la febbre che superò i 41 gradi, feci finta di nulla, su qualche libro avevo letto che era normale, che il mio fisico si stava purificando, e stava espellendo tutte le tossine accumulate per anni. Ai fratelli vegan ovviamente non lo dissi, come non dissi loro di ogni altra malattia (circa 45 all'anno) avute da allora ad oggi.
Dopo sei mesi ebbi la possibilità di assistere alla prima riunione vegan, ero tutto eccitato, finalmente (dopo solo 12 polmoniti, 8 tracheiti, e 15 influenze intestinali) potevo fare parte di quell'amato gruppo, mi diedero l'indirizzo del posto in cui andare, e una parola da dire all'ingresso: "seitan". Arrivai, erano le 3 del mattino, orario strano per una riunione pensavo, ma tant'è sti vegan sono sempre tutti impegnati a fare mille cose per gli animali, evidentemente possono solo trovarsi a queste ore. La stanza era strana, un interrato 15 metri sotto il livello del terreno, all'igresso della stanza c'era una scritta infuocata che diceva "vegan power", entrai e c'erano una cinquantina di fratelli, in mezzo alla sala c'era un tavolo in marmo sopra il quale c'era sdraiata una sorella interamente nuda. Mi fu spiegato che doveva espiare un peccato commesso in settimana, non si era avveduta della presenza dell'E270 (l'acido lattico) in una confezione di biscotti, e così ora per chiedere scusa al dio Vegan, si faceva spargere il corpo del terribile olio di palma bollente. Poveretta pensai, però certo, come si fa a commettere un simile peccato? io ogni mattina recitavo prima di alzarmi dal letto per 10 volte la serie degli additivi vietati (E120, E201, .....) non avrei mai voluto offendere il mio nuovo e sgargiante Dio con un simile affronto. Venne allora il mio turno, un fratello mi condusse in mezzo alla stanza, dove fui presentato a tutti gli altri, mi fu dato un nuovo nome da vegan: Citysus, il nome latino del maggiociondolo, ognuno dentro al gruppo aveva un nuovo nome, perché i vecchi nomi erano sporchi dal sangue della nostra civiltà barbara a cui eravamo appartenuti. Il rito di iniziazione fu breve, anche se un po' doloroso, fui lasciato per 8 minuti sommerso in una specie di liquido amniotico, scopri poi che si trattava di latte di soja, misto a liquido seminale. Dopo 4 minuti pensavo di morire, dopo 5 pensavo che ero già morto, dopo 6 mi chiedevo, ma perché cazzo non muoio, dopo 7 ancora stavo aspettando di morire, e dopo 8 finalmente fui tirato fuori, era una sensazione strana, come se un cammello ti fosse venuto in faccia, col pollice mi asciugai le labbra (un gesto tipicamente vegan) e potei così cominciare la nuova vita.
I miei primi mesi furono dedicati alla preghiera del dio vegan, e al lavoro nei campi del nostro gruppo, di giorno coltivavo soja e di notte pregavo il nostro Dio perché ci desse più raccolto e più ore per lavorare. Poi finalmente fui alzato di grado, da veganlavoratore, a veganevangelsta, così oltre a lavorare 12 ore al giorno, e pregare per altre 8, potevo girare per il mondo per le restanti 4 ore quotidiane a cercare nuovi adepti, persone da salvare e liberare. Ogni mese tra noi evangelisti veniva fatta una classifica, un fratello erano 3 anni che stava sopra i 100 liberati al mese, divenne per me un modello di vita, mi insegnò tecniche di convincemento delle persone, trucchi mentali su come fargli dire di sì, grazie alla sua guida, riusci ad arrivare ad una ventina di liberati al mese, la strada però era ancora lunga per arrivare a quei numeri da capogiro.
Di tanto in tanto capitava di assistere a qualche sacrificio, persone che erano cadute in tentazioni come una brioches con uova, o la nutella, mi spiaceva per loro, ma sapevo perfettamente che non c'erano altre possibilità, simili errori non possono passare inosservati, non tanto per noi, quanto perché il Dio vegan, queste cose non le può sopportare.
Oggi scrivo questo, anche se so che mi costerà punizioni corporali, io sono troppi anni che ci sono dentro, e ormai la mia vita non potrà più essere dedicata ad altro, spero però che chi ne sta fuori, riesca a non commettere i miei errori, non si faccia imbambolare da chi dice che gli animali non sono contenti ad essere ammazzati, non si faccia imbambolare da chi dice che la carne e il latte non sono naturali, non fare i miei errori, se vi sarà possibile, se siete ancora in tempo, tenetevene alla larga.
un fratello vegan

domenica 20 novembre 2005

ai tuoi occhi


per l'occasione voglio raccontare
del sacrificio tenero e speciale
tu spirito che appari fai tremare
e puoi avermi dentro

ai tuoi occhi
ai tuoi occhi

credevo di potere continuare
a dominare il pianto e il riso insomma il cuore
credevo a cose orribili e feroci
ora ho mollato tutto

ai tuoi occhi
ai tuoi occhi
ai tuoi occhi

ma posso ancora fingere di avere
due posti prenotati al mio dolore
mi posso ancora certo riservare
di uccidermi e brindare

ai tuoi occhi
ai tuoi occhi

ma come piove bene quando vengo dentro
ma come piove bene quando stiamo insieme quando vengo dentro
ma come piove bene quando stiamo insieme quando vengo dentro dentro

ai tuoi occhi

negli occhi liberi che hai, mistero che non svelerai, ci siamo noi
negli occhi liberi tu hai canzoni che tu solo sai, cantale a noi
vieni alla luce, fuori dal sogno
vieni nel mondo che ha gli occhi tuoi