martedì 15 novembre 2005

eppure dobbiamo sempre fingere di stupirci


In questi giorni ho tirato fuori dallo scaffale un vecchio cd che non ascoltavo più da anni, risale alle prima metà degli anni 90, si tratta di "Pourquoi tant de Haine" dei Minister A.M.E.R.
Lo voglio riascoltare come per ricordarmi costantemente che le cose non avvengono mai per caso, che forse bastarebbe ascoltarle le strade per evitare che l'odio possa crescere fino al punto di non poterlo più controllare. In "Sacrifice de Puolet" (che una volta tanto i polli in questione non sono quei poveri volatili, ma dei bipedi con divisa e manganello) i minister raccontano riga per riga la realtà di queste ore, "Come un predatore non esco che la notte / una volta ancora la polizia è il nemico / Si comincia la folla grida vendetta /con tutti i mezzi necessari ripariamo all'offesa /Nella folla io porto scompiglio /I più giovani mi ascoltano, alla scuola della strada io sono un prof / prima lezione lanciare molotov senza fare propoganda /il messaggio è passato, dobbiamo sacrificare uno sbirro" etc. etc. etc. agghiacciante, le cose cari giornalai non arrivano da un giorno all'altro si preparano in anni, decenni, la banlieu ha preparato questo momento per anni, forgiando nell'odio i propri figli, e come unica risposta che prima un'inutile governo di sinistra raccontasse la favola della francia dell'integrazione, mentre successivamente il governo di destra dichiarava guerra aperta alla banlieu.
Non stupiamoci di trovare le nostre belle città in fiamme quando abbiamo forgiato i nostri figli nell'acciaio dell'odio.





Minister A.M.E.R. - Sacrifice du Poulet

Comme le predator, je ne sors que la nuit
Cette fois encore la police est l'ennemie
Je zieute la meute, personne ne pieute, ça sent l'émeute
Ça commence, la foule crie vengeance,
Par tous les moyens nécéssaires, réparer l'offense.
La ville est quadrillée, les rues sont barrées,
les magasins pillés, Les lascars chirés
Moi j'ai toutes les caractéristiques du mauvais ethnique
Antipathique, sadique, allergique aux flics
Même dans la foule je porte la cagoule.
Les plus jeunes m'écoutent, dans l'école de la rue, je suis un prof
Premier cours: lancer de cocktails molotovs sans faire de propagande
Abdulaï nous demande la plus belle des offrandes
Le message est passé, je dois sacrifier un poulet

Pas de paix sans que Babylone paie, est-ce que tu le sais ?
Pas de paix sans que le poulet repose en paix, est-ce que tu le sais ?

Dans cette masse qui s'agite, je vis et ça m'excite
Tout crame autour de moi, les pompiers ne viennent pas
Même pas la fenêtre, les gamins veulent en être,
En mettre aux CRS chauds qui se lancent à l'assaut
Dans les cars du vin, matraques à la main
Les fourgons blindés des flics surarmés,
Mon putain de quartier ressemble aux Territoires Occupés
J'engraine, j'engraine à la mauvaise conduite
Certains ne m'écoutent pas et tentent la fuite
Y'en a qui voltigent, les keufs veulent le prestige
Comme le font les médias, le peuple suit tous mes pas
Le monde est à moi, je suis Tony Montana
Mec, le temps est mystique, j'ai devant moi tous les flics
Ce soir j'ai pas d'UZI, ce soir j'ai pas de fusil
Et monsieur Stomy laisse sa place à Bugzy.
Avant de laisser faire mes pulsions meutrières,
J'adresse au tout puissant mes dernières prières.
Mec, demande à Dieu de rester vivant.
J'appele le Diable pour faire couler le sang.

Refrain

3 heures du mat', partout ça calte, les civils s'éclatent
Qui est David ? Qui est Goliath ?
Des journalistes à terre, des caméras par terre
Sur la vie de ma mère, la guérilla dégénère
Sirènes, fumigènes, ça sent le soufre,
plus d'oxygène nous sommes dans le gouffre
La foule se disperse, personne ne veut partir
Ils veulent le paradis mais ne veulent pas mourir
Trop tôt pour festoyer, trop tard pour reculer
Ce soir la lune est pleine, ce soir je suis en veine
Et tous les coups que j'assène font mal à l'indigène
Et déjà la même scène de Fleury à Rosny Bois d'Arcy et Fresne
Ce soir j'ai la santé, je vais sacrifier un poulet.

Refrain

lunedì 14 novembre 2005

intermezzo letterario



avete mai sentito il grido di un maiale mentre aspetta il suo turno per essere macellato?
Avete mai visto gli occhi di un beagle chiuso in uno stabulario di un laboratorio di ricerca biomedica?
Avete mai sentito le urla di un furetto mentre ancora vivo, giace intrappolato preda della viltà umana?
Avete mai guardato dritto negli occhi un coniglio, mentre subisce un draze-eye test?
E avete mai visto la persona da voi amata mentre muore per concedere a voi e a tutti una nuova speranza di vita?

Ci fu un tempo in cui la mia vita era solo azione pura, in cui ogni singolo respiro era dettato solo dall'istinto puro e dalla voglia di dare a tutto una nuova speranza di vita, e un nuovo ordine-disordine a questo pianeta.


tratto da: Aurora the Birth of Conscience

sui metodi...


questo post è dedicato a una persona speciale, ma un po' anche a me stesso e a tutti quelli che si sentono accusare di sbagliare il modo di porsi nei confronti degli altri.

Siamo in una guerra, una guerra dichiarata da altri non certo da noi, una guerra in cui non combattiamo per noi stessi, ma per le vittime indifese di uno sterminio che prosegue da millenni. A fianco a noi abbiamo poche, pochissime persone, contro gli animali, un esercito infinito, di cui fanno parte anche nostri amici, parenti, e talvolta anche amanti. In questa guerra strana, dobbiamo convivere con il nemico, respirare la sua stessa aria, talvolta addirittura accettare che lui finga di schierarsi dalla nostra parte.

Il fronte di questa guerra non è comune, è un fronte personale, ognuno ha il suo, e la trincea è talmente visibile che siamo attaccati costantemente.

Non è facile combattere questa guerra, e non possiamo neanche sperare che un giorno dalle montagne sbuchino i carrarmati amici che libereranno tutti, possiamo solo sperare che lentamente quell'esercito enorme si svuoti, e che sempre più gente combatta a fianco a noi.

Venendo al punto in questione, chiedetelo a un vitello che a 5 mesi non ha ferro nelle vene e aspetta con ansia il giorno della fine, a un pollo che vive 3 settimane di inferno e poi stop, chiedetelo a loro se siamo poco moderati nel porci, se sbagliamo i metodi.

Personalente non credo proprio che si vincano le guerre con i sorrisi, con i metodi dolci, è una guerra e vaffanculo come tale va combattuta, perché ci sono 30 miliardi di vittime innocenti ogni maledetto anno, vittime dell'ignoranza, della stupidità e della comodità. E scusate io non sono più disponibile a fare finta di niente, a pensare che tanto va bene così. quindi cari i miei signori, "dovresti usare metodi più tranquilli", "dovresti imparare a porti in maniera più positiva" fanculo a tutti voi, io me ne torno in trincea. almeno per un altro giorno.

domenica 13 novembre 2005

il mondo è dei brutti!


Stamane, sveglia di buon ora per andare a recuperare smigol e groll, che dovranno restare con me per un giorno, per poi domani partire alla volta della loro destinazione finale, la Svizzera!

Vengono da Pisa, e questi due esserini, ignorano completamente cosa hanno scampato, grazie ai loro acciacchi e alla loro rara bruttezza. Erano destinati a esperimeni sulla FIV (l'AIDS felina) per loro enorme fortuna appena arrivati nei laboratori sono risultati essere praticamente ciechi, malaticci, vari disturbi di ogni tipo, oltre che bruttarelli, e così i ricercatori li hanno considerati "merce avariata" e sono stati così gettati via.

Ora stanno ispezionando casa, annusando tutti gli odori, cercando di capire dove sono gli oggetti, domani avranno un altro spostamento, e poi un altro ancora, ma almeno alla fine avranno una vita normale, tra le colline della verda svizzera, ignorando completamente (o forse no) quello che hanno rischiato di passare nella vita.

Purtroppo per due che sono stati liberati, altri due saranno oggi prigionieri di luoghi orribili come quello da cui vengono loro, per quelli che ancora sono in quei lager dobbiamo continuare sempre a lottare, perché un giorno possano essere liberi e mai più esseri viventi debbano soffrire.



venerdì 11 novembre 2005

Splendide, bellissime, menti.



Non sto a fare mille giri di parole, qui parlerò di Johan Louis Von Neumann, a mio avviso la più splendida mente mai apparsa su questo misero globo. Misero, perché come dalla foto che apre il post, vorrei parlare di come noi umani, abbiamo usato un talento puro come il suo.

Iniziamo la storia, in media res, ovvero nel 45, 12 anni prima che VonNeumann morisse, e ancor prima che il mondo lo ricordi per la sua invenzione più grandiosa, ovvero la teorizzazione dell'elaboratore elettronico in ogni sua parte, così come noi ancora oggi lo utilizziamo per scrivere, pubbliciare e mantenere questo blog. In quell'anno il grandissimo matematico ungherese aveva però un calcolo ben più importante da fare, il governo americano gli chiese di calcolare quanti megatoni imbarcare sulle bombe per devastare due città giapponesi, come e dove farle esplodere per ottenere il maggior danno possibile. Mica un calcolo banale, da affidare a un ragazzino neolaureato ad Harvard, serviva il migliore sulla piazza, l'uomo che un paio di anni prima aveva spiegato a Einstein e Fermi, come risolvere equazioni per loro troppo complesse.
Ogni volta che rivedo oggi le immagini di quella tragedia non posso fare a meno di pensare alla razionalità con cui sono state create, e alla perfezione di quel progetto.
Le menti bellissime, hanno la loro bellezza proprio nella loro duttilità, e non possiamo noi pretendere che servano d'aiuto all'umanità o alla sua distruzione, servono semplicemente a ciò che viene loro chiesto. Non è un caso se i computer, le menti bellissime del nostro tempo, sono state progettate a immagine e somiglianza della mente che li ha creati, e anche loro servono a salvare l'umanità o a distruggerla, poi sta a noi come usarli.

giovedì 10 novembre 2005

Last Days Of Turin